Link esterni

lunedì 22 ottobre 2012

Emilie Autumn "Fight Like A Girl", la recensione


Decidere quale recensione fare per il "nuovo" Sticky Glitter non è stato facile, ci voleva qualcosa che mi rappresentasse, qualcosa che rispecchiasse un po' quello che volevo ora dal blog, quindi pensa e ripensa, alla fine la scelta è stata forse la più banale per me: il nuovo album di Emilie Autumn!

Mi rendo conto che sto trattando di un'artista che in Italia conosceremo in 4, forse 5, ma chissene, lei mi piace e la sua musica secondo me andrebbe ascoltata almeno una volta, quindi preparatevi ad indossare corsetti, parrucche bizzarre, trucco sbavato ed addentrarvi nel claustrofobico mondo di Emilie Autum e del suo "Fight Like A Girl"!

L'album, arriva dopo sei anni dal bellissimo "Opheliac", lavoro che ha segnato una svolta stilistica enorme per Emilie, il suo primo cd "Enchant", aveva un sound decisamente meno "sick" e più "fairy" rispetto agli attuali lavori, tant'è che l'artista non suono più nessun brano appartenente a quell'epoca.

"Fight Like A Girl" (da ora in poi "F.L.A.G."), nasce dal romanzo "The Asylum for Wayward Victorian Girls", scritto dalla stessa Emilie nel 2009, nella quale si racconta la storia di Emily, una giovane ragazza internata in un manicomio inglese nell'era vittoriana. La storia trae ispirazione da vicende realmente accadute alla cantante. Il progetto di Emilie, è di realizzare un vero e proprio musical tratto dal libro (e con le musiche tratte dall'abum) entro il 2014.


Ma passiamo al cd vero e proprio; ad aprire il lavoro abbiamo la title track "Fight Like A Girl", un vero e proprio inno, dal sound marcatamente anni '80, un canto di guerra che ci incita a "Combattere come una ragazza"(ovviamente nel senso meno delicato possibile) con un ritornello molto accattivante e decisamente pop e orecchiabile (forse troppo?), un testo aggressivo, tipico delle liriche della Autumn, pieno quindi di vendetta, rabbia, violenza e furia...un ottimo inizio non c'è che dire!

Ci addentriamo nel manicomio con "Time For Tea", ma non lasciatevi ingannare dal titolo, questa è forse il brano più cattivo della Autumn! Anche qua a farla da padrona sono suoni che richiamano gli anni '80, accostati ad archi e un gusto decisamente a metà tra il gotico e il metal!
Da segnalare la frase: "Revenge is a dish that is best served...NOW!"
Bel brano che continua sulla scia power/pazza del pezzo di apertura.

Non c'è due senza tre penserete, e quindi dopo due brani "cattivi", il terzo verrebbe da sé...e invece no!
"4 O'Clock Reprise", è la ripresa (appunto), della celebre "4 O'Clock", singolo uscito nel 2008 e che la cara Emilie questa volta ci ha risparmiato (nonostante i richiami a questa canzone siano sparsi per quasi tutto questo album), dato che ce lo spopognava ogni volta nei suoi tour...non che la canzone sia brutta eh...ma enough is enough!
Il reprise è comunque molto bello, molto "colonna sonora", direi a tratti onirico e sognante!

Questa sensazione continua con "What Wil I Remember?", brano/monologo in cui Emilie (o forse è il caso di dire Emily) si domanda cosa resterà di lei, cosa si ricorderà, cosa accadrà se domani non si sveglierà, qualcuno si ricorderà di lei?
Un brano molto triste, carico di solitudine.
Non so bene perché, ma a me ha ricordato terribilmente un brano tipico da film Disney! La classica canzone che canta la principessa di turno in attesa del suo principe azzurro (non che il testo sia così banale, sto solo parlando a livello musicale).

I toni comunque tornano quelli cupi, tetri e malati delle prime due canzoni con "Take The Pill", brano che vi avviso, ADORO!
Una canzone in cui si percepisce tutto il dolore, la violenza e il dramma di una persona che viene "curata" in un manicomio. Il brano è un crescendo di tensione emotiva che arriva al climax in un finale da far mozzare il fiato, roba che la prima volta che l'ho sentito mi sono ritrovato spossato, come se quella dannata pillola la dovessi ingoiare io! Se c'è un brano che vi consiglio è sicuramente questo! Ascoltatevelo tutto, leggete il testo e tremerete con me!

A farvi riprendere, ci sarà "Girls! Girls! Girls", ovvero, in una sola parola: cabaret!
Ovviamente cabaret alla Emilie Autumn, quindi se ad un primo superficiale ascolto la canzone potrebbe passare per "moderatamente divertente", basterà poi leggere il testo per capire che qua siamo in mezzo ad un manicomio, con tanto di tour guidato delle ragazze internate, domande dei visitatori e guida che per un piccolo extra, ci può far avere in incontro più "intimo" con una delle fanciulle!
Un brano perfetto per un musical (nella mia testa è già tutto perfettamente coreografato), che al tempo stesso diverte ed inquieta!

"I Don't Understand", il pezzo che segue, è un dialogo tra la "pazza" Emily e Thomson, un fotografo che, appunto, le sta facendo una fotografia.
Il brano  si può collocare perfettamente in un musical senza far la benché minima piega, questo temo sia al tempo stesso un pregio ed un difetto, infatti il pezzo senza la sua controparte "visiva" (se mai ci sarà), perde molto, finendo col diventare una canzone che salterete spesso, perché, musicalmente, non dice un granché.

Come in una montagna russa che ci porta su e giù senza darci pace, ecco che dopo un pezzo da cabaret, uno più calmo e parlato arriviamo ad un brano dai ritmi marcati, tribali e pieni di percussioni: "We Want Them Young", ovvero il canto dei dottori del manicomio che accolgono una nuova internata.
Il brano è veloce, sincopato e decisamente godibile.

Torniamo un po' al passato di "Opheliac" con "If I Burn", brano che mi ha ricordato molto il sound del suo precedente lavoro, sia nella musica che nel modo di cantare della Autumn.
Il pezzo è una dichiarazione di Emily, contro i dottori che la stanno torturando, contro quello che sta passando nel manicomio, un brano che mescola disperazione, rabbia e vendetta, come la Autumn ci ha ormai abituato spesso.
Bel pezzo, forse un po' troppo lungo, alla fine diventa leggermente ripetitivo e pesante, nonostante un intermezzo che crea un'atmosfera carica di tensione e oscurità.

"Scavenger", è il prossimo brano...e ve lo dico subito, non mi piace!
Il brano è molto "grezzo", lento, cadenzato, direi scarno quasi. Per carità l'atmosfera cupa e tetra che pervade tutto il lavoro c'è, ma purtroppo c'è qualcosa in questo brano, forse l'eccessiva lunghezza, forse il fatto che bene o male resta sempre uguale per tutta la sua durata, che non mi ha convinto proprio per niente.

Passiamo quindi a "Gaslight", un brano che come "If I Burn", mi ha ricordato molto il sound di "Opheliac", il pezzo è un disperato canto di Emily, all'interno della sua camera/cella, una descrizione cruda, spietata di ciò che le accade intorno, della disperazione che prova la ragazza nel sapere che nessuno la porterà a casa, nel sapere che la città assiste passiva alle violenze che accadono nel manicomio.
Come spesso accade con la Autumn, il brano musicalmente è in contrasto con il testo: se infatti proviamo a non ascoltare le parole, la musica, ci sembrerà un simpatico brano vittoriano, ballabile, dolce e fascinoso!

"The Key", è come "I Don't Understand", un brano tipicamente da musical, anche se in questo caso, l'adrenalina, il crescendo di tensione e l'azione la fanno da padrona!
Il testo del brano è una bellissima descrizione di come Emily ottiene la chiave per liberarsi e liberare le altre compagne, dello scontro con i dottori e della battaglia finale per la libertà! Un pezzo da ascoltare tutto d'un fiato e che nonostante possa risentire dello stesso difetto di "I Don't Understand", riesce comunque ad essere una canzone che può essere ascoltata anche a prescindere dal musical o meno, data la sua forza e dinamica.

"Hell Is Empty", piccolo intermezzo dove Emily dichiara che "L'inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui", è il brano che segue, poco da dire su questo pezzo, skippabile direi.

Le atmosfere ritornano serene con "Gaslight Reprise", altro intermezzo in netto contrasto con il precedente brano.

Iniziamo a dirigerci verso la fine con "Goodnight, Sweet Ladies", un brano pieno di controcanti che si intrecciano con il tempo, ben realizzato e con una citazione finale a (sta caxxo di) "4 O'Clock".
Un buon pezzo degno di un finale niente male!

Ma che in realtà finale non è, dato che abbiamo ancora due brani da ascoltare!
"Start Another Story" è il penultimo pezzo e direi che è un pezzo skippabile, altro brano tipicamente da musical, dove musicalmente accade poco e il "bello" sta nel testo.

Ed eccoci quindi alla fine, con "One Foot In Front Of The Other", una marcia militare, cantata a più voci, che si chiedono "Come faremo a cambiare il nostro mondo?" "Come faremo a lasciare indietro questa tristezza?", semplice! La risposta è nel titolo: "Un piede davanti all'altro"!
Un brano pieno di speranza, orgoglio, che spazza via il dolore passato, un ottimo (vero) finale per questo album!

Dopo aver messo un piede davanti all'altro, è l'ora di tirare le conclusioni su ""F.L.A.G.".
Dopo 6 anni da "Opheliac", ammetto che le mie aspettative erano altissime; "Opheliac" è un cd che ho adorato e che adoro tutt'ora; a distanza di anni lo riascolto spesso senza che mi sia mai venuto a noia (sento odore di recensione "oldie" a breve mi sa...) e "F.L.A.G." aveva l'arduo compito di bissare il successo di "Opheliac"
Purtroppo devo ammettere che la missione è fallita...
Intendiamoci, "F.LA.G." non è un brutto cd, anzi, si sente che Emilie ci ha lavorato molto, ci ha messo anima e cuore (e sangue) in tutto questo, si nota che è un lavoro solido, puntato a qualcosa di più...però è forse questo qualcosa di più, la realizzazione del musical, che temo abbia tolto molto alla qualità generale delle canzoni.
I brani che preferisco di "F.L.A.G." reggono a malapena il confronto con i brani che preferisco di "Opheliac" (nonostante un paio di eccezioni, "Take The Pill" su tutte), vuoi per l'atmosfera generale che quest'ultimo ha, per il sound più vittoriano, con più uso del violino (elettrico e non) che in "F.L.A.G." un po' latita...insomma sono molti i fattori che mi hanno fatto dire: "Peccato..."
La sufficienza, e qualcosa di più se la prende, ma dopo 6 anni, mi aspettavo qualcosa di più.
Ora non ci resta che aspettare il 2014 per vedere se la nostra cara Emilie riuscirà a realizzare il musical vero e proprio, magari sotto quella prospettiva "F.L.A.G." acquisterà un nuovo valore aggiunto.

Per quanto mi riguarda non mi resta quindi che lasciarvi con la tracklist, le top/worst 3, il mio personale voto finale e con un consiglio: se vi capita, assistete ad un suo concerto, non ve ne pentirete assolutamente! La ragazza ci sa fare, e riesce a mettere su uno spettacolo dal quale molte artiste ben più famose dovrebbero solo imparare!

Emilie Autumn - Fight Like A Girl

1. Fight Like a Girl
2. Time for Tea
3. 4 o'Clock (Reprise)
4. What Will I Remember?
5. Take the Pill
6. Girls! Girls! Girls!
7. I Don't Understand
8. We Want Them Young
9. If I Burn
10. Scavenger
11. Gaslight
12. The Key
13. Hell Is Empty
14. Gaslight (Reprise)
15. Goodnight, Sweet Ladies
16. Start Another Story
17. One Foot in Front of the Other

Top3: Take The Pill, Fight Like A Girl, Girls! Girls! Girls!
Worst3: Scavenger, Start Another Story, I Don't Understand

Voto: 7

2 commenti:

  1. Bella recensione! Anch'io preferisco di gran lunga Opheliac!!!!!

    RispondiElimina

LinkWithIn

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...